2 Dicembre 2022

Casanova di Neri – Rosso di Montalcino

Portiamo in degustazione un grande vino con un nome altisonante, si tratta del Rosso di Montalcino della cantina Casanova di Neri.

La Cantina non ha bisogno di presentazioni, è un’istituzione per il territorio di Montalcino e un’eccellenza italiana, che vanta una proprietà di 63 ettari, suddivisi in 7 poderi, tutti nel territorio di Montalcino, localizzati in varie posizioni opportunamente differenziate per caratteristiche di esposizione, terreno, microclima ed età delle vite, così da conferire ad ogni vino un’identità e un carattere specifico.

In generale il rosso di Montalcino nasce come vino fresco, pronto, frutto di un processo di vinificazione spesso più snello rispetto al Brunello, che permette di valutare sfumature del sangiovese più immediate e al contempo alle cantine di avere una pronta monetizzazione grazie ai tempi più brevi di produzione. Nel Rosso di Montalcino DOC, infatti, non sono previsti limiti minimi di affinamento, come per il Brunello, sebbene vi siano comunque criteri minimi di qualità, come la resa massima dell’uva al 70% e il territorio di pertinenza per la produzione, vincolato al comune di Montalcino.
Le caratteristiche fanno presagire come per la denominazione ci sia una grande variabilità, che va da vini di più facile beva a vini particolarmente strutturati, vicini anche al fratello maggiore Brunello.

Per il Rosso di Montalcino di Casanova di Neri, la volontà del produttore è evidente fin dallo studio delle fasi di lavorazione. La raccolta delle uve, infatti, viene fatta in maniera manuale nella prima decade di Settembre, con diraspatura e selezione degli acini con selettore ottico. Segue una fermentazione spontanea, senza l’inoculo di lieviti aggiunti e una macerazione coadiuvata con frequenti follatura a temperatura controllata per 18 giorni. L’affinamento avviene in botti di rovere per 18 mesi con completamento in bottiglia per altri mesi a seconda dell’annata. Tutto ci porta a presagire che siamo di fronte a un vero e proprio fratellino del Brunello, così come dimostra l’assaggio.

Alla vista il vino è limpido, senza alcuna particella in sospensione, di un rosso rubino compatto con una leggera unghia aranciata e di importante consistenza.

Fantastica la percezione olfattiva, intensa, complessa e di qualità fine. Si percepiscono immediatamente i sentori di frutto tipici del Sangiovese, in particolare la ciliegia sotto spirito, una confettura di frutti rossi, accompagnati da un floreale raffigurabile in una viola appasita, da una piacevole nota speziata, di pepe e carrubo, e da importanti sentori terziari conferiti dal perfetto affinamento in legno, caratterizzati principalmente da cuoio, caffè, tabacco e cacao.

Al gusto è pieno, ha la stoffa da grande vino. Il sorso è secco, caldo e morbido, con ottimi livelli di freschezza e sapidità che ne esaltano la bevibilità. Il tannino è perfettamente levigato, piacevole, perfettamente addomesticato dal passaggio in legno e dal tempo. Notevole il corpo, ottima l’intensità, ma decisamente straordinaria la persistenza, il vino rimane in bocca per svariati secondi, esaltato tutto le percezioni percepibili per via retronasale. Bell’equilibrio per un vino che possiamo definire maturo e nel pieno delle sue forze.

Un’ottimo lavoro per un’azienda che non lesina cura dei dettagli anche per i fratelli minori, da buon padre di famiglia.

Abbiamo felicemente abbinato una guancia di maiale brasata, su un letto di polenta al tartufo, con struttura e persistenza gusto olfattiva che si accompagnano alla perfezione e un tannino che ben si accosta alla succulenza della carne. Al solo pensiero ci torna l’acquolina in bocca!

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