2 Dicembre 2022

Villa Bucci – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore

E’ il turno di portare in degustazione un grande classico, uno di quei vini semplici, brillanti, puliti che ci sta sempre bene, un pò come una passeggiata in riva a mare in una calda sera d’estate.

Il nome è altisonante, parliamo di Villa Bucci, una delle cantine che ha fatto la storia delle Marche, tra le principali fautrici della rinascita vitivinicola della zona dei Castelli di Jesi. Ovviamente in tutta la produzione è protagonista indiscusso il verdicchio, che in questa zona esprime il massimo potenziale e regala chicche di incommensurabile finezza e qualità, spesso accompagnate da impensabili livelli di complessità e longevità.

La famiglia Bucci, originaria di Montecarotto nelle Marche, produce vino fin dal 1700. Di generazione in generazione i Bucci hanno costantemente coltivato le viti con passione e professionalità, facili da ritrovare in ogni vino. La tenuta si estende per 350 ettari, di cui 25 sono adibiti alla coltivazione del Verdicchio le cui vigne si trovano nella zona classica del Verdicchio Castelli Di Jesi DOC, altri 6 ettari sono coltivati a Montepulciano e Sangiovese e rientrano nella DOCG del Rosso Piceno, sul terreno restante si coltivano ulivi e grano con un’agricoltura rigorosamente biologica.

La vendemmia delle uve è essenzialmente manuale per permettere un’attenta selezione dei grappoli. Ogni verdicchio viene vinificato in botti differenti, a seconda della vigna di provenienza, per mantenerne intatte tutte le peculiarità. Successivamente, sotto l’attenta e sapiente supervisione dell’enologo Giorgio Grai, si realizza l’assemblaggio dei diversi vini. Il Verdicchio della Cantina Villa Bucci, in ogni sua forma, grazie alle sue eccezionali caratteristiche, ha ottenuto nel tempo innumerevoli apprezzamenti, donando alla cantina la possibilità di vantare una bacheca pregna di ogni tipologia di premio e valutazione di livello.

L’espressione di Verdicchio in degustazione è probabilmente la più immediata e di pronta beva, ma al contempo rappresenta la perfetta espressione di un territorio unico e prosperoso, che in particolare nella zona classica, garantisce un ambiente pedo-climatico perfetto per la produzione del verdicchio.

E’ piacevolmente fragrante, versatile, fresco, equilibrato, coerente con una vinificazione e maturazione in sole vasche di acciaio al fine di mantenerne inalterate le naturali caratteristiche del vitigno.

Al calice si presenta cristallino, con il tipico giallo paglierino, intenso e ben pigmentato, di media consistenza.

L’olfatto è preciso, lineare e chiaro come un banchiere svizzero. Il frutto è pulito e delicato, ben distinguibile la mela golden e la pera con una sfumatura leggermente agrumata, che ben si intreccia con un floreale contraddistinto dal fiore di acacia, da una percezione ammandorlata e da freschissimi fiori di campo bianchi. Interessante il finale erbaceo e una appena percettibile sensazione vanigliata, a completamento di un bouquet complesso e di ottima intensità.

Il sorso è pieno, caldo e morbido. Sicuramente rilevanti freschezza e intensità, che rendono la beva scorrevole e golosa. Ottimo equilibrio per un corpo di giusta dimensione coerente con una versatilità di altissimo livello.

La lista degli abbinamenti potrebbe rivelarsi lunghissima, ad esempio nella mia calda serata d’estate si è sposato alla perfezione con una fregola sarda ai frutti di mare e tartare di gambero rosso.

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