7 Agosto 2022

Pojer e Sandri – Brut Rosè

Si riparte da una delle zone vitivinicole italiane più interessanti, per quantità, qualità, varietà e chi più ne ha più ne metta: il Trentino. Per la precisione siamo in Val di Cembra, con vigneti che si collocano dai 450 ai 500 metri sul livello del mare.

Questo spumante brut Rosé è prodotto da uve composte al 50% da Pinot Nero e al 50% da Chardonnay utilizzando una cuvee con l’obiettivo di sfruttare le peculiarità delle singole annate per equilibrare il prodotto finale introdotto sul mercato.

La fermentazione della base avviene in piccoli fusti di rovere e, in particolare per il Pinot Nero, vengono utilizzate botti utilizzate precedentemente per il distillato prodotto in casa. L’obiettivo è quello di non modificare eccessivamente la natura del vino con le botti nuove e, piuttosto, sfruttarle per avere una importante superficie di contatto tra lieviti e vino. I vini base rimangono 6 mesi sui lieviti e vengono rimescolati settimanalmente con il metodo della clessidra, ossia tramite la rotazione di 180 gradi della botte così da permettere che i lieviti ritornino sempre in superficie. La primavera successiva avverrà il trasferimento in bottiglia per la rifermentazione e l’affinamento sui lieviti, che durerà da 18 a 24 mesi.

Insomma, come in tutti i loro prodotti, la Pojer e Sandri non lesina l’utilizzo delle migliori e più sofisticate tecniche che, utilizzate con somma destrezza, portano evidenti risultati nel prodotto finale.

Alla vista il vino si presenta brillante, di un elegantissimo rosa tenue, con leggerissimi riflessi granati, e con un perlage fine, numeroso e decisamente persistente. Insomma possiamo riassumere la vista di questo vino con un solo termine: ELEGANZA.

L’olfatto è di indubbia intensità, adeguata complessità e grande finezza, dettata da una perfetta integrazione tra i sentori tipi del pinot e quelli dello Chardonnay. Imperano infatti i sentori di piccoli frutti rossi, lamponi, con un sottofondo agrumato, evidentemente apportati dal pinot. Ad intrecciarsi come nelle migliori trame sono i sentori caratteristici dello Chardonnay, la mandorla, la nocciola, qualche nota leggermente erbacea e le note apportate dai lieviti, più evolute, di cacao, vaniglia e crosta di pane.

Al gusto si apprezza subito come secco, caldo di una morbidezza cremosa, frutta del preciso dosaggio, perfettamente coccolata dalle note acide e sapide che donano ottima bevibilità.

Buono il corpo e l’equilibrio e interessante l’intensità e la persistenza. La qualità fine è prettamente dettata dalla forte caratteristicità del prodotto, mentre la buona armonia dall’integrazione di tutti i tasselli del mosaico che lo compongono.

Bei prodotti quelli della Pojer e Sandri, quale sarà il prossimo che degusteremo? Ai posteri l’ardua sentenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.