2 Dicembre 2022

Uno “Champagne & Sparkling Wine World Championship 2020” tutto italiano e la meritata celebrazione del Trentodoc

In un edizione da record del prestigioso concorso Champagne & Sparkling Wine World Championship 2020, con la partecipazione di produttori da oltre 30 paesi diversi con più di 1000 etichette, l’italia conferma la crescita del suo movimento spumantistico, pareggiando il numero di ori con la regina delle bollicine, la Franca, portando a casa 47 ori, ma surclassando i partenopei con gli argenti, vincendo ben 111 a 42.

Protagonista indiscusso della vittorio il bomber Trentodoc che porta a casa 20 medaglie d’oro, 12 per il Franciacorta Docg, affermazioni anche per le Colline del Conegliano e Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg patrimonio Unesco, Docg di Asolo, Asti, Lambrusco, e per la cantina siciliana Milazzo premiata con 2 spumanti.

“Il concorso Champagne&Sparkling Wine World Championship e Tom Stevenson sono un punto di riferimento per la spumantistica mondiale e un riconoscimento di questo tipo rappresenta per tutto il nostro comparto motivo di grande soddisfazione e orgoglio”, commenta Enrico Zanoni, Presidente Istituto Trentodoc.
“Trentodoc non delude mai. È senza dubbio tra le tre migliori regioni al mondo nella produzione di spumante.” dichiara Tom Stevenson. Secondo il quale l’altitudine e la montagna rappresentano per Trentodoc una grande risorsa in cui il 70% del territorio trentino è posto sopra i 1.000 metri s.l.m., il 20% sopra i 2 mila e sono 94 le vette che superano i 3.000 metri. I territori dedicati alla vigna che in alcuni casi sorgono a 900 metri di quota, sono fazzoletti di terra rubati alla montagna, dove la proprietà media è molto frammentata e il costo dei campi elevato.
È proprio la montagna che influenza il clima e la vita delle vigne ,anche nelle zone più basse del Trentino, dove grandi escursioni termiche fra giorno e notte sono indispensabili per permettere alle uve di raggiungere l’ottimale grado di acidità per la produzione del metodo classico.

Ma quali sono le caratteristiche del Trentodoc che tanto ci piace?

La denominazione di origine controllata “Trento” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:

  1. Spumante Bianco
  2. Spumante Bianco Riserva
  3. Spumante Rosato
  4. Spumante Rosato Riserva

l Trento DOC è ottenuto solo ed esclusivamente nella provincia autonoma di Trento, in una zona montana che comprende circa 60 comuni, tra i quali i più conosciuti sono Mezzocorona, Lavis, Levico, Borgo Valsugana e Rovereto, oltre ovviamente alla città di Trento.

Le uve che concorrono alla produzione di Trento DOC sono Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero e/o Pinot meunier.

La resa massima delle uve è di 15 tonnellate per ettaro.

Il titolo alcolometrico minimo è di 9%.

Il Trento DOC deve rimanere sui lieviti di fermentazione per almeno 24 mesi, tranne che per la tipologia “Riserva“, per la quale si prevede un periodo di affinamento sui lieviti minimo di 36 mesi. La tipologia “Riserva”, inoltre, vede l’obbligo di riportare in etichetta l’annata della vendemmia delle uve, come avviene per altri spumanti millesimati, e ha un titolo alcolometrico minimo di 10%. 

Il Trentodoc si presenta di un colore giallo dorato intenso, brillante con un perlage tipicamente fine numeroso e persistente.

All’olfatto si presenta complesso, con i sentori tipi di crosta di pane, lievito, vaniglia, frutta matura, frutta esotica.

Ottimo nelle versioni demi sec, sec e extra dry per abbinare dolci e dessert, è, nelle versioni più secche, perfetto se abbinato alle specialità trentine a base di carne ma anche ai primi a base di pasta, riso e pesce.
Il vino spumante Trento DOC è delizioso anche in abbinamento a fritture di pesce, crostacei e carni bianche, e viene spesso abbinato nella tradizione trentina con formaggi vaccini stagionati.

Menzione a parte va fatta per la cantina Ferrari, pioniera per il mondo Trentodoc.  Il mito Ferrari nasce da un uomo, Giulio Ferrari, e dal suo sogno di creare in Trentino un vino capace di confrontarsi con i migliori Champagne francesi. Non avendo figli, Giulio Ferrari cerca un successore a cui affidare il suo sogno. Fra i tanti pretendenti sceglie Bruno Lunelli, titolare di un’enoteca a Trento. Grazie alla passione e al talento imprenditoriale, Bruno Lunelli riesce a incrementare la produzione senza mai scendere a compromessi con la qualità. Bruno Lunelli trasmette la passione ai suoi figli: sotto la guida di FrancoGino e Mauro, Ferrari diventa leader in Italia e il brindisi italiano per eccellenza. In questi anni vedono la luce alcune delle etichette destinate a entrare nella storia: sono il Ferrari Rosé, il Ferrari Perlé e il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore.

E tu che ne pensi del Trentodoc? Scrivi la tua!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *