2 Dicembre 2022

Vigna Monticchio – Lungarotti

Chissà se Giorgio Lungarotti iniziando questa avventura fosse pienamente cosciente dell’enorme regalo che stava facendo alla sua terra, l’Umbria. E’ incredibile immaginare come l’amore di una famiglia e la passione di un uomo con valori forti e tenore culturale d’altri tempi possano cambiare la storia di un territorio e renderlo un vero e proprio riferimento per il panorama vitivinicolo nazionale. Ovviamente parliamo delle Cantine Lungarotti di Torgiano, cantina simbolo non solo dell’Umbria, ma anche di tutta l’Italia Centrale. Ho avuto la fortuna di visitare questo territorio e trascorrere il mio tempo nel loro tempio, emblema di ospitalità e focolare che arde di passione per il mondo del vino. Ricordo ancora quando sono arrivato in questo borgo, sembrava di essere in un paese incantato, governato da pace e cordialità, sentimenti che sembrano magicamente raffigurati nel calice e che è facile ritrovare in toto assaggiando i prodotti straordinari di questa terra.

La dimensione è quella della vocazione assoluta, l’azienda rappresenta un’autorità indiscutibile per un territorio che sembra quotidianamente dire grazie a chi ha contribuito a renderlo famoso nel mondo. Già perché l’uomo che abbiamo nominato in questo articolo prima, e tutta la famiglia poi, che ha proseguito l’opera con dedizione e ancor più passione, non ha avuto solo l’intuizione di avere tra le mani un prodotto vitivinicolo di prim’ordine, ma anche che tale prodotto potesse rappresentare l’italia a livello mondiale, come sinonimo di eccellenza assoluta, dando vita a un processo di export con risultati straordinari.

Abbiamo il piacere di degustare un Vigna Monticchio, torgiano rosso riserva DOCG della cantina Lungarotti, top di gamma della loro produzione. Con questa bottiglia tra le mani non si può che avere la stessa reazione evocata dal nome riportato in etichetta, Rubesco, da rubescere, arrossire, per gioia come lascia intendere la cantina, per l’esperienza che si ha la fortuna di vivere. Questo nettare, e non uso il termine come eufemismo, nasce da sempre da singola vigna, 20 ettari nella tenuta Monticchio, in cui la tradizione e la tecnica si incontrano per dar luce a un vino disegnato con precisione da Giorgio Lungarotti a immagine e somiglianza dell’umbria.

Pochi passaggi, ma ben definiti, per vinificare questo sangiovese in purezza. Fermentazione in acciaio con macerazione sulle bucce per 15-20 giorni, maturazione di un anno in barrique e affinamento di vari anni in bottiglia, con lo scopo di ottenere una personalità unica che si mantiene intatta anche 25/30 anni.

D’altronde la bottiglia che abbiamo tra le mani è tutto fuorché una giovanotta, avendo già ben 9 anni sulle spalle che incredibilmente spariscono al primo sorso. Lo troviamo agile, scattante e affascinante, si presenta quasi timido per poi riservare con grande affetto delle emozioni che solo un top player può dare.

Alla vista gli anni sembrano averlo scansato, l’abito è di un rosso rubino pieno con una leggerissima unghia granata che a mala pena sfuma la tonalità principale, di bella limpidezza e di consistenza considerevole.

L’olfatto è elegante, distinto, regale e decisamente ampio. Si percepiscono immediatamente i frutti rossi, la marasca e un floreale affascinante, con protagonista indiscussa la viola mammola. Allo sfondo compare imperiosa e al contempo indiscreta la mano della cantina grazie a un profilo terziario perfettamente integrato con la tipicità del vitigno, con sentori di vaniglia, cacao e cuoio abbinati ad una balsamicità e speziatura che sprizzano gioventù da tutti i pori.

Il sorso è godurioso, pieno, caldo e di stupenda morbidezza. La freschezza è perfettamente intatta e il tannino non è per niente scontroso, ma amalgamato alla perfezione con una sapidità spiccata. Il vino è robusto, di grande equilibrio, ma soprattutto di intensità e persistenza che lasciano il segno. La qualità è indiscussa e l’armonia è ottima, per questo vino che a 9 anni è pronto con un futuro radioso che sembra già scritto.

Abbinamento? Possiamo spaziare da tagli pregiati e ben conditi di carne, a dei taglioni al tartufo nero pregiato, ma anche e perchè no ad un momento di meditazione e relax accompagnato da formaggi e salumi della vicina Norcia.

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